"Le metamorfosi o
l'asino d'oro": Iside secondo Lucio Apuleio
(parte II)
Di Xenia (Sarah Degli Spiriti)
(articolo tratto da quaderno amatoriale Labrys n.4 - Beltane 2005)
La processione
Eccoci arrivati al momento della processione in
una giornata radiosa, che possiamo dividere in tre momenti precisi:
1) Entrata delle maschere: queste rappresentano
diversi personaggi (di cui parleremo dopo) che accompagnano il battello della
Dea spinto in mare. Le maschere delle feste primaverili si ritrovano tuttoggi
nel Carnevale, festa dalle antiche radici pagane che avrebbe, da solo, bisogno
di uno spazio tutto per s, essendo un discorso complesso. Il carnevale nel
medioevo, ad esempio, vedeva svolgersi nei pressi di Aquisgrana una festa
simile a quella della processione isiaca: al centro di tutto c'era proprio una
nave. In realt questa una ritualit che si ritrova un po' in tutto il mondo
ed il Carnevale ha radici miste, almeno da noi: germaniche e romane. Tra
l'altro, vicino ad Aquisgrana e a Colonia, vi era una forte presenza del culto
di Iside (come a Roma, in cui divenne uno dei culti principali), quindi un
nesso pu esserci. Le due radici del Carnevale, germaniche e romane, non si
contraddicono tra loro ma, anzi, probabilmente vi stata una fusione tra le
due tradizioni.
Comunque, le maschere della processione dedicata
ad Iside erano scelte con cura: rappresentavano i loro portatori o le loro
aspirazioni. Ogni "mista" era un "soldato" o un
"gladiatore" al servizio della Dea; il "cacciatore"
cacciava come Osiride o Horus; il "funzionario" rappresentava il
"mista" di livello superiore; il "filosofo" era il
sacerdote (teologo), mentre il "pescatore" e
l'"uccellatore" erano missionari che "catturavano" anime
(anche nel Cristianesimo c' questa immagine del "pescatore di
anime").
L'"orso" rappresentava la Dea (tra
l'altro in una delle avventure dell'asino Lucio, egli riesce a fuggire da un
asinaio crudele proprio grazie all'intervento di un'"orsa
ferocissima", come lui la descrive che fosse un intervento divino?) e la
parte animale che il "mista" deve perdere. La "scimmia"
travestita da "Ganimede" rappresentava invece il "mista"
che verr rapito in cielo come Ganimede per andare verso gli Di. Il
"vecchio" con l'"asinello alato", poi, rappresentava
Bellerofonte (portato in cielo da Pegaso) e "Ocno" esitante col suo
asino rappresentava l'uomo che non iniziato perch ancora non ha deciso. Chi
portava le maschere doveva ancora essere iniziato. Quando queste persone
avessero superato l'iniziazione, avrebbero poi lasciato le maschere per portare
la veste bianca dei seguaci di Iside, cos come fa Lucio nel libro, lasciando
le sue fattezze da asino.
2) I "misti": ecco giungere gli
iniziati vestiti di bianco: quelli di livello superiore suonano i sistri e
fanno vedere la tonsura della testa (quindi, potevano apparire un po' come
appaiono i monaci buddisti, rasati completamente). I loro simboli, che Lucio ci
descrive, sono: a) lampada dorata a forma di battello ("cymbium"); b)
la palma: simbolo di vittoria dell'immortalit e del Sole (che ritroviamo nel
Cristianesimo, si solito come simbolo del martirio dei Santi; la pianta con
cui Cristo stato osannato in Gerusalemme); c) braccio della giustizia; d)
recipiente dorato a forma di seno (la dea che nutre tutti); e) vaglio del grano
("vannus") che si ritrova anche nella religione di Demetra e Dioniso
(metafora vita umana/natura: come le spighe vengono tagliate-uccise, cos
accade all'uomo; la paglia divisa dal grano e col vaglio il grano separato
dalla pula perch il grano sia seminato per rinascere a nuova vita.
La stessa cosa vale per l'uomo che pu sperare di
rinascere tramite il culto di Iside; e come la separazione del grano dalla pula
raggiunge una purificazione, la "mystica vannus" simbolizza la
purificazione dell'anima degli iniziandi nei misteri).
3) Gli Di: a questo punto sfilano i
simulacri delle Divinit: Anubi (testa di cane); Iside (come vacca);
Arpocrate/Horus (come serpente nella "cista mystica"; lo si potrebbe
ricollegare alla figura di Erittonio, anch'egli dal corpo serpentino, che
crebbe nell'egida di Atena, sua madre "adottiva"?); Osiride
(sottoforma di acqua dolce nell'urna sacra).
La sfilata riprende sempre il mito: Iside aveva
cercato Osiride con l'aiuto di Anubi e aveva trovato il consorte come acqua
dolce (in una versione del racconto diversa rispetto a quella riportata in
precedenza).
Ma cosa accade, dunque, durante la processione?
Ebbene, Lucio vede che il sommo sacerdote porta una corona di rose. Lui cerca
di mangiarne, ma il sacerdote si volta e gli offre la corona: ora, Lucio torna
uomo. E questo perch il sacerdote, la notte precedente (nel momento stesso in
cui Lucio aveva sognato la Dea), aveva avuto anch'egli in sogno Iside che
l'aveva istruito. Quindi: un duplice sogno per un "miracolo
spirituale". Lucio, prima dell'iniziazione, mette la corona ed entra al
servizio della Dea.
Dopo di questo, a Lucio (nudo) viene presentata
la tunica bianca del "mista": la sua trasformazione in essere umano e
la cerimonia di iniziazione sono la stessa cosa. Egli si sottratto ai
capricci della Dea Fortuna (cos gli spiega il sacerdote) ed ora egli
protetto dalla Provvidenza. E' giusto che, d'ora in poi, egli voglia e
pretenda, con umilt, l'iniziazione.
Mentre il nostro eroe tace, come si addice ai novizi,
gli altri esaltano la Dea poich ella ha voluto che lui tornasse umano, in
qualche modo "rinascendo". A questo punto egli affitta una camera in
una casa situata vicino al tempio destinata al periodo di preparazione dei
neofiti; medita davanti alla statua di Iside sulle vicissitudini che ha dovuto
affrontare, digiuna, si mortifica e partecipa ai servizi divini raccontando
agli altri le sue vicende. E' come se il romanzo fosse tutta una
"confessione" sulla sua vita passata ai "misti".
Durante il noviziato, Lucio fa sogni di
significato religioso (o sogni simbolici oppure molto precisi). In uno di
questi gli appare il sacerdote di Iside che gli annuncia il ritorno dello
schiavo Candido (bianco) abbandonato da Lucio quando si era trasformato in
asino. Egli, in realt, aveva dei servitori ma nessuno che si chiamasse in quel
modo. Il giorno dopo, ai servizi (cerimonia di preparazione alla iniziazione),
tornano a Lucio i servitori che aveva lasciato, con i suoi oggetti ed un
cavallo bianco. In realt, questa una cerimonia misterica: gli oggetti sono
"simboli" religiosi, oggetti sacri legati ad Iside: ad esempio, il
cavallo bianco la veste bianca che indicava un "corpo astrale", un
compagno di viaggio dell'anima (composto da parti infinitesimali di materia) che
la aiutava dopo la morte ad ascendere alla sua stella fissa attraversando i
pianeti.
Nei giorni di preparazione successivi, Iside
appare in sogno a Lucio ed al sacerdote, indicando loro il giorno
dell'iniziazione. Il giorno dopo, Lucio fa un altro bagno purificatorio;
avviene cos la remissione dei peccati (recitatagli dal sacerdote) e viene
cosparso di acqua pura (tutto come nel battesimo cristiano). Dopo l'assoluzione
passano 10 giorni di digiuno. Ed eccoci all'iniziazione vera e propria, che non
ci viene spiegata, tranne che per qualche accenno (il silenzio imposto su
questi riti). L'iniziazione, per quel che si pu capire, riprende la storia di
Psiche: si giunge nell'Averno, davanti a Proserpina; al ritorno si attraversano
gli elementi del cosmo (Psiche ha fatto questo viaggio quando Eros l'ha portata
sull'Olimpo), si vede il Dio - Sole di notte (Psiche che osserva di notte Eros),
ci si presenta agli Di del cielo e degli inferi e li si adora, come ha fatto
Psiche.
In ognuna delle 12 ore notturne, Lucio ha dovuto
indossare un abito nuovo in cui sono ricamati draghi e grifoni (creature degli
inferi); egli si sente circondato da questi animali, come Psiche minacciata da
essi alla fonte dello Stige.
Alla fine della notte, Lucio ha ripercorso il
tragitto del Sole negli inferi: ritorna cos dal Regno dei Morti come fa il
Sole nascente. A questo punto, viene vestito come Arpocrate/Eros e salutato dai
"misti" come il Sole stesso.
I dettagli della cerimonia di iniziazione sono
molto simili alla consacrazione dei Faraoni.
Anche qui, il pretendente al trono era chiamato
in sogno o da un oracolo; inoltre, vi era il battesimo e l'incoronazione, la
presentazione al popolo, l'acclamazione ed il banchetto. E tutto ci perch il
faraone rappresentava Horus cos come il "mista" che veniva ornato
come il dio Sole con una corona di raggi e una fiaccola accesa nella mano
destra (come Horus-Eros che diffonde la luce).
Molte analogie si ritrovano anche nella cerimonia
imperiale bizantina della "prokypsis" (svolta il giorno prima di
Natale). In effetti, Osiride era il primo re, il primo essere vivente ed il
primo morto.
Dopo che Lucio ha contemplato e pianto davanti
alla statua della dea, parte alla ricerca della via diretta verso casa.
Egli di Patrasso (Peloponneso) e parte da
Corinto per tornare alla sua citt; la raggiunge ma poco dopo Iside lo ispira e
lo fa andare a Roma. Il breve soggiorno a Patrasso indica che la vera patria
dell'anima l'aldil. Quindi Lucio tornato brevemente alla sua
"patria" religiosa, ma finch l'uomo sulla terra deve proseguire
nel suo pellegrinaggio terreno. Roma, in quell'epoca, era gi divenuta il
centro del culto di Iside (oltre a Menfi); il nostro vive qui per un anno e poi
chiamato in sogno alla seconda e terza iniziazione.
La seconda legata ad Osiride e si svolge,
forse, tra il 24 e 25 dicembre (che nel Cristianesimo il periodo del Natale).
Nel sogno, il protagonista vede un seguace romano di Iside, zoppicante, che
reca alcuni simboli dionisiaci (tirso ed edera: Dioniso era equiparato ad
Osiride), ed altri oggetti simbolici del culto che non ci vengono indicati.
Nel sogno, l'uomo portava gli oggetti in casa, si
sedeva su un sedile ed annunciava un banchetto religioso (tra l'altro, grazie
ad altri testi di Apuleio, quale l'"Apologia", sappiamo che anche lo
scrittore stesso aveva una statuetta di Dioniso/Osiride consacrata in casa).
Questo sogno preannunciava una iniziazione in cui
l'iniziando riceveva degli oggetti consacrati. Il banchetto era alla fine della
cerimonia. La persona zoppicante probabilmente un'allusione alla ferita alla
coscia di Osiride (come anche quella di Adone; quella del claudicante come
figura sacra si ritrova anche in "La Dea Bianca" di Robert Graves che
vi ha dedicato un certo spazio nel capitolo "Il dio dal piede di
toro").
Il giorno seguente, al tempio di Iside, Lucio
incontra un tale Asinius Marcellus (notare il nome che ricorda l'asino Lucio)
che ha avuto lo stesso sogno.
Tra l'altro, da qui capiamo che Lucio l'autore,
Apuleio: Asinius gli dice di aver sognato un uomo di Madaura (non di Patrasso),
citt natale di Apuleio.
Il nostro deve ora pagare un compenso per essere
ammesso alla nuova iniziazione dimostrando che per lui la felicit religiosa ha
anche un valore economico. Non avendo ricchezze, vende il vecchio abito,
spogliandosi cos della vecchia vita e rinnovandosi.
Anche qui, la cerimonia non ci viene spiegata;
Lucio, dopo questo passaggio, diventa un avvocato di successo: siccome gli
iniziati di Iside erano molto legati tra loro, forse entrare nella loro cerchia
era anche un modo per entrare nel "giro" giusto a livello economico.
Infine, eccoci all'ultima iniziazione, la terza:
Lucio entra nel collegio dei "pastophori" ("portatori di sacre
nicchie"), un clero inferiore (poich la casta sacerdotale vera e propria
era ereditaria). In Grecia ed in Italia i sacerdoti di origine egiziana erano
un numero minimo, mentre le persone pi in vista erano appunto i pastofori,
scelti a seconda delle capacit e dei meriti. Alla fine, il nostro ci fa capire
quanto sia stupefacente la grandezza del suo Dio, tanto da non poter essere
descritta con parole umane.
(continua
nella pagina successiva)